CAMPOBASSO - Il 10 e 11 febbraio a Campobasso, appuntamento da non perdere con la comicità di Vincenzo Salemme, protagonista di "Bello di papà" spettacolo inserito nella stagione della "Fondazione Teatro Savoia" diretta da Fabio Poggiali.
Con uno spettacolo giocato in effervescente equilibrio tra scrittura, regia e recitazione, uno degli attori più amati dal pubblico, Vincenzo Salemme - che si divide brillantemente tra cinema, teatro e televisione - in “Bello di papà” ci racconta, con toni surreali, il difficile rapporto tra genitori e figli, affiancato dall’assortito cast della sua compagnia
In un momento in cui si parla tanto delle nuove tipologie di famiglie italiane, anche Vincenzo Salemme dice la sua in Bello di papà, la rielaborazione, completamente ampliata e rifatta di un suo vecchio canovaccio del 1996 mai rappresentato.
Antonio, scapolo impunito, fidanzato da dodici anni, eterno Peter Pan, con cura maniacale per la sua casa e i suoi oggetti, si trova costretto ad improvvisarsi papà di Emilio, suo caro amico quarantenne che, sotto ipnosi, per il consiglio di uno psicanalista, deve rivivere la propria infanzia per risolvere il trauma infantile della mancanza del padre. Come è nel suo stile, Salemme costruisce una commedia dolceamara in cui i ruoli vengono sovvertiti e, in una girandola di gag e colpi di scena si arriva all'inaspettato finale.
Negli sketch, emerge di più la personalità di Salemme, specie quando si butta a capofitto nei dialoghi improvvisati col pubblico, scendendo in platea armato ora di bicicletta, ora di canoa e cerca un contatto con gli spettatori che, prima intimoriti, in breve tempo si lasciano coinvolgere e scherzano con lui che sembra non voler più tornare sul palcoscenico a riprendere la sua commedia.
È proprio la passione, l'entusiasmo per il far nascere ogni volta una parte di spettacolo nuovo che piace al pubblico, poiché Salemme sembra divertirsi mentre recita e, alcune volte improvvisa con i suoi attori, rinnova ogni sera lo spettacolo, lo arricchisce di nuove battute. Più di una volta appare, infatti, evidente che gli attori ridono, spiazzati dalle sue nuove invenzioni mimiche, verbali.
È inesauribile, recita con tutto il corpo in movimento, arrampicandosi sulle eleganti scenografie di Alessandro Chiti, insegue e picchia la finta bambina, assistente dello psicanalista, tira battute in lungo fino ad arrivare all'ultima con un filo di voce, ma non si ferma.
Ironica è l'idea di ricostruire l'infanzia di Emilio e poi l'adolescenza così da inscenare gli scontri generazionali tra padre e figlio.
07 / 02 / 2009
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'VINCENZO SALEMME in BELLO DI PAPA' '
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