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Un’ordinanza in difesa della genitorialità

CAMPOBASSO - I riposi giornalieri per il padre lavoratore, nel primo anno di vita del figlio,
spettano al genitore maschio anche in caso di moglie casalinga. Lo ha deciso il
Tribunale del lavoro di Campobasso, accogliendo il ricorso di un giornalista
contro la RAI. Il lavoratore era difeso dall’avvocato Bernardino Izzi e dal
procuratore Giancarlo Di Filippo. La RAI era assistita dagli avvocati Colalillo,
Gregari e Belvedere.
L'ordinanza, pronunciata lo scorso 25 giugno dal collegio composto dai
giudici Russo (presidente), Albini e D'Auria, in sostanza dispone che il diritto
a fruire del cosiddetto "permesso allattamento" non riguarda esclusivamente il
papà lavoratore con moglie lavoratrice autonoma, ma che, sulla base del Testo
Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della
maternità e della paternità (d.lgs. 151/01), esso va esteso a qualunque tipologia
lavorativa, compresa l’attività di casalinga.
Si tratta di una decisione dalla portata ampiamente innovativa, la prima del
genere in assoluto: solo il Tribunale di Firenze, in passato, aveva riconosciuto
tale diritto ad un lavoratore con consorte casalinga, in virtù tuttavia del fatto
che la moglie aveva avuto un parto gemellare.
Il Tribunale di Campobasso, anche alla luce di una circolare interpretativa del
12 maggio scorso emessa dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle
Politiche Sociali, ha riconosciuto dunque pari dignità al lavoro casalingo
svolto dalla madre. Poiché, come si legge nell'ordinanza, “la persona addetta
alla cura e alla pulizia della casa investe le proprie energie lavorative al pari di
qualunque altro genere di lavoratore che svolge la propria attività al di fuori
delle mura domestiche, a nulla rilevando la circostanza che la sua attività non
sia produttiva di reddito in quanto non retribuita”. Impegno, quello casalingo,
che “inevitabilmente finisce per sottrarre tempo alla cura del neonato”.
Secondo i giudici del Tribunale del lavoro di Campobasso, la ratio dei
“permessi allattamento” fruibili nel primo anno di vita del bambino, è in
definitiva proprio quella di assicurare piena tutela alla genitorialità,
“fenomeno che va osservato – si legge nell’ordinanza – nella sua globalità,
contestualmente nella prospettiva materna e paterna”.

03 / 07 / 2009





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