Un itinerario didattico per la scoperta e il rispetto dell’altro
CAMPOBASSO - Si è svolto ieri all’Istituto “G: Pittarelli” uno degli incontri nell’ambito del progetto “L’altro”, che già nel titolo rivela la finalità dell’educare, attraverso la conoscenza dell’ ”altro”, alla conoscenza di sé, ad un’integrazione che non sia omologazione, ma rispetto della diversità, ad una pratica di vita che, nel convivere civile e solidale, coniughi locale e globale, tradizioni e innovazioni, passato e futuro.
L’offerta formativa del Pittarelli già negli anni scorsi è stata caratterizzata da iniziative tese a sostenere negli studenti la formazione di una personalità critica e autonoma, capace di scelte responsabili, e la preparazione ad vita professionale e universitaria in interazione con il territorio “vicino e lontano” attraverso vari percorsi formativi. Percorsi formativi progettati e realizzati per favorire una crescita culturale continua che possa guidare gli studenti all’organizzazione di conoscenze e competenze per la vita professionale e per l’esercizio consapevole dei diritti-doveri della cittadinanza, di una cittadinanza che oggi non può prescindere dai “confini globali”.
Il Progetto “L’altro”, curato dalle Prof. Adele Giordano, si pone la finalità di ‘costruire’ ponti culturali per educare alla diversità, all’accoglienza, all’apertura di ampi orizzonti e costituisce uno dei percorsi che mirano ad integrare i vari aspetti del sapere completando la formazione del futuro tecnico di un settore importante come quello delle costruzioni e dell’ambiente grazie ad attività laboratoriali pomeridiane che vanno dal teatro al cinema.
A tal fine, mercoledì 13 gennaio, è stato ospite dell’Istituto Pittarelli il regista e documentarista molisano Pierluigi Giorgio.
In un pomeriggio piovoso la luce, i colori, il mare, la neve, il deserto, i volti del documentario ‘Colombia es pasion’ hanno aperto scenari insoliti ad un pubblico giovanile, spesso considerato superficiale e distratto, che invece ha seguito con attenzione e genuino interesse.
L’affabulazione della narrazione incisiva e la capacità di attrarre di contenuti coinvolgenti sia per lo spessore tematico che per la forza delle parole, scelte con cura e passione dal narratore/documentarista, hanno accompagnato immagini di un mondo arcaico, quasi lontano nel tempo e sicuramente nello spazio, ma vicino e attuale per i significati e i valori eterni ed universali di cui è portatore e custode.
L’attività, dedicata alla discussione nella fase successiva alla proiezione del documentario, ha dato vita a momenti di condiviso e intenso coinvolgimento e ha dato modo di esprimere riflessioni ed esplicitare emozioni. E non è un caso che le strategie didattico-educative negli ultimi anni abbiano sottolineato la forza pedagogica della narrazione come strumento, in un eterno ricorso delle vicende umane, di conoscenza che affonda le radici nella trasmissione dell’oralità.
Il documentario di Pierluigi Giorgio, che la parola poteva indurre ad immaginare neutro ed oggettivo, è stato tutt’altro che tale e ha coinvolto e indotto a percorrere con il narratore sentieri, di terra e d’anima, e ad interrogarsi e a desiderare di porre domande sulle esperienze del narratore, del quale è stato colto il gusto e l’amore per la ricerca e la scoperta, il rispetto e l’interesse empatico per tutti gli uomini, compagni dell’umano viaggio a qualunque latitudine si trovino.
Gli studenti del Pittarelli hanno ascoltato e condiviso anche l’amore del regista per il Molise, regione ricca di “biodiversità naturale e culturale”, la riscoperta di radici antiche, l’attaccamento alla gente e alle loro tradizioni e hanno colto l’invito ad ascoltare gli anziani, testimoni di percorsi umani da salvaguardare e valorizzare.
Così il Progetto ‘L’altro’, si è arricchito di un altro tassello anche grazie al viandante narratore, di altre motivazioni per cercare e cogliere spunti culturali originali, per percorrere itinerari umani di accoglienza, per giungere alla conoscenza di sé attraverso gli occhi dell’altro.
Adele Giordano
15 / 01 / 2010
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