Scuola e Bullismo
CAMPOBASSO - La conferenza Scuola e Bullismo, organizzata per il 21 aprile 2008 dalla sottoscritta insieme alla professoressa Di Ioia, costituisce, a mio avviso, una tappa fondamentale nel tentativo di arginare il disagio giovanile. Solo attraverso il coinvolgimento anche degli adulti di riferimento, genitori, insegnanti e personale ATA, è possibile incidere significativamente sulle variabili situazionali che determinano il disagio. La presenza di genitori, insegnanti e personale ATA sta ad indicare proprio la loro disponibilità a mettersi in gioco per concorrere efficacemente e consapevolmente al processo di crescita degli adolescenti. Nel mio intervento, Dal “perdente radicale” all’ “homo faber suae fortunae” – Il ruolo della scuola nello sviluppo psicofisico degli adolescenti, ho inteso sottolineare come la scuola può contribuire efficacemente e consapevolmente al processo di crescita degli adolescenti. Il perdente radicale, secondo Hans Magnus Enzensberger, autore dell’omonimo saggio, è colui che trasforma le proprie più profonde frustrazioni in una potente carica di energia distruttiva pronta ad esplodere. Anche senza pensare ai numerosi episodi di violenza che periodicamente occupano le prime pagine dei giornali, un’adolescenza infelice, può semplicemente bloccare l’empowerment, la capacità, cioè, di diventare padroni della propria vita, la capacità, se mi è concessa la metafora, di mettersi al timone della propria nave. Che tutto ciò abbia conseguenze invalidanti in età adulta, credo sia lapalissiano e non abbia bisogno di spiegazioni, forse è appena il caso di aggiungere che gli individui che bloccano questo processo di crescita oltre a danneggiare se stessi, spessissimo riversano le proprie frustrazioni sulle persone di cui dovrebbero prendersi cura, e penso soprattutto ai figli che a loro volta ripeteranno questi comportamenti, creando così un circolo vizioso che si perpetrerà all’infinito. Ecco allora che la scuola può intervenire favorendo la formazione dell’homo faber fortunae suae, l’artefice del proprio destino, capace di fare scelte consapevoli, prendere decisioni e di gestire al meglio se stesso e i rapporti interpersonali. La scuola, infatti, può offrire degli spazi di ascolto dove figure professionali possono aiutare, attraverso modalità comunicative specifiche, a recuperare quella ricchezza di particolari che possono garantire un più completo insieme di scelte nell’affrontare una particolare situazione. Alla base di una povertà lessicale, infatti, spesso c’è una visione ristretta della realtà che dà la sensazione di non avere alternative nell’affrontare i problemi della vita. Se un ragazzo afferma: “Tutti gli amici mi prendono sempre in giro”, portarlo a riflettere se davvero tutti e davvero sempre si prendono gioco di lui, può offrire una differente visione del problema, che così, quasi all’improvviso, diventa meno critico di quanto percepito fino a quel momento. Questo è solo un piccolo esempio di come attraverso tecniche comunicative si può giungere ad una ristrutturazione del campo cognitivo. Nelle prossime settimane di maggio, pertanto, verrà attivato, presso l’I.T.G. “G. Pittarelli” di Campobasso, un breve corso sulla comunicazione, sull’ascolto attivo e sull’educazione alla genitorialità rivolto proprio ai genitori degli alunni dell’Istituto per permetter loro di iniziare ad acquisire alcune di queste competenze comunicative che potranno sicuramente rivelarsi utili nella relazione con i loro figli. Solo attraverso l’acquisizione di strategie di coping, di adeguate competenze comunicative, di tecniche di rilevazione e individuazione del disagio, gli adulti potranno infatti collocarsi come validi punti di riferimento nella vita degli adolescenti.
Antonella Mazzeo è Gestalt-Counselor per il potenziamento delle risorse individuali ed il superamento di conflitti e stress; è docente di Lettere nell’ Istituto Tecnico per Geometri “G. Pittarelli”, dove è attivamente impegnata come referente del C.I.C. e consulente per lo lo Sportello Ascolto.
29 / 04 / 2008