Roma: Giovanni Scacciavillani alle politiche per le disabilita'?
ROMA – Potrebbe essere Giovanni Scacciavillani, attuale responsabile nazionale per le politiche dell’handicap del sindacato Ugl, il nuovo delegato del sindaco Alemanno per le politiche della disabilità. Sostituirebbe Ileana Argentin, con la quale condivide la laurea in giurisprudenza e una lunga storia d’impegno nel mondo dell’associazionismo e del volontariato. Sul nome di Scacciavillani convergono le indicazioni di diversi esponenti del centrodestra, tra cui l’ex parlamentare disabile Carmelo Porcu, e di numerosi organismi associativi. Giovanni Scacciavillani, 57 anni, molisano di Frosolone ma residente a Roma dagli anni dell’università, funzionario di banca, è da sempre impegnato nel riconoscimento delle diversità come patrimonio sociale. La sua azione politica è caratterizzata principalmente da tre punti: adozione di un sistema integrato per affrontare globalmente le problematiche connesse all’handicap; attuazione di nuovi criteri di accertamento delle potenzialità dei disabili, al fine di qualificare meglio il loro lavoro; attivazione di un fondo unico regionale per l’handicap, in conformità con la legge quadro 328/2000. Su quest’ultimo punto ha anche redatto un’innovativa proposta di legge recentemente presentata in otto regioni. “E’ una via obbligata - spiega - per una gestione forte, coordinata e unitaria degli interventi e dei servizi sociali a favore delle persone non autosufficienti. La gestione del fondo unico, presieduto dall’assessore regionale ai servizi sociali, consentirebbe con un sistema demografico-attuariale la ricognizione del fabbisogno sul territorio con il conseguente finanziamento della spesa per l’assistenza ai non autosufficienti”. E’ il modello che Scacciavillani vorrebbe riproporre nella Capitale. “Potrebbe essere questo il punto di svolta a Roma, dove le politiche per le disabilità evidenziano problemi nella sovrapposizione di competenze e accusano gravissimi ritardi, a cominciare dal mancato abbattimento di molte barriere architettoniche. La scelta di referenti unici e di una visione unitaria è necessaria per non trascurare alcun aspetto dei problemi e per attivare circuiti virtuosi a sistema: dal compimento degli atti della vita quotidiana concernenti l’igiene personale, la preparazione dei pasti, le funzioni motorie, le attività domestiche e di cura della casa, con la finalità di favorire la permanenza a domicilio delle persone non autosufficienti e l’assistenza domiciliare in genere, fino a quelli con ricadute più collettive. Penso, ad esempio, alla mobilità pubblica o al ruolo del disabile nel posto di lavoro, troppo spesso ancora visto come un peso e non come una risorsa soltanto perché permane un’anacronistica ‘cultura dell’arto’, considerato essenziale per svolgere un’attività, mentre oggi le nuove tecnologie sono in grado di annullare finalmente tale preconcetto”. Il dirigente confederale dell’Ugl ritiene che, in linea generale, il nostro Paese goda di buoni impianti normativi e di una sufficiente attenzione per gli aspetti fiscali, elementi che però convivono con le solite complessità burocratiche e soprattutto con una capillare impreparazione di fondo, per superare la quale occorrerebbero azioni di sensibilizzazione e pratiche formative.
06 / 05 / 2008
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