Pubblicati gli atti del convegno del 2005 Architettura e terremoto in Molise
PESCOLANCIANO - Pubblicato, dall’editore campobassano Palladino, il volume contenente gli Atti del Convegno “Il Molise, il terremoto e la festa di S. Anna” tenutosi a Pescolanciano il 2 luglio 2005, nell’ambito delle manifestazioni organizzate in occasione del bicentenario del terremoto del 26 luglio 1805. Il libro, incluso nella elegante collana TracciAntica, è intitolato Architettura e terremoto in Molise ed è stato curato da Enza Zullo.
L’opera si apre con la Presentazione di Domenico Padula, già sindaco di Pescolanciano, con la Premessa di Domenico Pellegrino, già presidente della Provincia di Isernia, e con l’Introduzione di Daniela Di Tommaso, direttore dell’Archivio di Stato di Campobasso.
Seguono gli Atti del Convegno, aperti dal presidente della Giunta Regionale del Molise, Michele Iorio, che propone un intervento su La Regione e il terremoto: strumenti, leggi e sistema organizzativo (pp. 15-19), con specifici riferimenti al terremoto del 2002 e ai successivi provvedimenti legislativi.
Intorno a temi etno-agiografici si muove il contributo del demologo Mauro Gioielli, che affronta un argomento ispirato dalla celebrazione del bicentenario: Terremoti e fede popolare nel Molise (pp. 21-32). Gioielli analizza alcuni culti molisani a cui la tradizione assegna una valenza antisismica: Santa Barbara a Isernia, San Nicola a Lucito, Sant’Emidio in varie località.
Tutta la parte centrale del libro è riservata all’ampio saggio della curatrice, l’architetto Enza Zullo, intitolato Architettura e protagonisti della ricostruzione in Molise dopo il 1805 (pp. 41-90). «L’Ottocento – esordisce Zullo – si apre per il Molise con importanti avvenimenti, destinati ad incidere profondamente sulla vita sociale e culturale nonché sulle vicende architettoniche della regione: il terremoto che sconvolse questa terra il 26 luglio 1805, la creazione della Provincia di Molise il 27 settembre 1806 e l’alluvione del 21 settembre 1811. Si trattò di avvenimenti che costrinsero ad un rinnovamento del patrimonio architettonico senza precedenti, coinvolgendo amministratori, progettisti e maestranze in un ambizioso progetto di ammodernamento di intere città ed edifici». Zullo esamina lo scenario dei danni e le fasi della ricostruzione, inoltre impreziosisce la pubblicazione con la stampa di numerosi documenti d’archivio.
Il volume si compone di altri interessanti capitoli: Aspetti dell’economia molisana dopo il terremoto del 1805, di Natalino Paone, presidente del Consorzio Universitario del Molise (pp. 33-40); Terremoti e sviluppo urbano: il caso di Pescolanciano, di Biagio Del Matto, architetto (pp. 91-102); Il patrimonio architettonico molisano tra terremoto e abbandono: due chiese a rudere a Pescolanciano, di Claudio Varagnoli, università “G. D’Annunzio” (pp. 103-116); Il terremoto del 1854 e le vicende costruttive del Casino del Duca d’Alessandro a Spondasino, di Paola Gallio, architetto (pp. 117-128); Decoro e funzionalità nei cantieri ottocenteschi di Termoli, di Lucia Serafini, università “G. D’Annunzio” (pp. 129-144); Le vicende della chiesa di S. Cristina e del suo coro a Sepino dopo il terremoto del 1805, di Giuseppina Rescigno, storico dell’arte (pp. 145-156); La memoria storica del territorio per la riduzione del rischio sismico, di Elvezio Galanti, direttore dell’ufficio del Servizio Sismico Nazionale (pp. 157-165); Le indagini geofisiche per la salvaguardia del patrimonio culturale dal rischio sismico, di Paolo Mauriello, università del Molise (pp. 167-178); Il terremoto del 2002 a San Giuliano di Puglia: un esempio di ricostruzione, di Luigi Barbieri (pp. 179-185).
L’opera è stata pubblicata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Campobasso e realizzata grazie al contributo del Comune di Pescolanciano, della Regione Molise, del Dipartimento DSSARR dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, e di alcuni sponsor.
16 / 02 / 2010
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