Progetto di legge: 1936, intervento dell'On. Di Giuseppe
On. Presidente,
fra gli emendamenti presentati dall’Italia dei Valori ce n’è uno, il 3.11, che ancora una volta va ad affrontare una questione annosa e preoccupante.
Si tratta del versamento dei tributi e contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi, compresi quelli a carico dei lavoratori dipendenti, a carico delle popolazioni dell’area molisana colpite dagli eventi sismici del 31 ottobre 2002.
Abbiamo rappresentato tale questione ogniqualvolta se n’è presentata l’occasione, l’opportunità.
Come deputato molisano vorrei richiamare la maggioranza alla ragionevolezza e ad un pizzico di saggezza. Com’è facile immaginare, quella zona duramente colpita già viveva una stato di difficoltà, perché rientrante in un’area interna di una piccola regione qual è quella del Molise.
L’attuale congiuntura è intervenuta in una fase difficile di ricostruzione fisica e nel contempo morale dell’area, del suo sistema d’impresa e della sua domanda interna.
Ci chiediamo, ma soprattutto vi chiediamo, come sia possibile immaginare la prosecuzione della ricostruzione ed il tentativo di rilancio dell’area se andiamo a colpire il reddito delle famiglie e delle imprese in un momento così difficile per l’Italia intera.
A cosa sono servite le risorse per la ricostruzione, non ancora completata, se con una mano offriamo e poi con l’altro tagliamo.
Dovete comprendere, e non crediamo sia difficile da comprendere, che a quell’area occorre tempo per riprendere fiato, per riavviarsi alla normalità, per riconquistare fiducia in se stessi.
Insomma, in un momento così delicato, non è il caso di togliere, anzi sarebbe il caso di aggiungere risorse.
La situazione che si evidenzia è la seguente:
1. le imprese fornitrici hanno già a loro carico anticipazioni di forniture e servizi, legate all’attività di ricostruzione;
2. le imprese di costruzione hanno anticipato parte del costo del lavoro attraverso indebitamento bancario;
3. le famiglie cercano faticosamente di tirare avanti anche per tenere i giovani sul territorio. Non possiamo chiedere loro di “rientrare, chiedendo di saldare quanto dovuto allo Stato”.
Desideriamo lo stesso trattamento riservato ai cittadini delle altre regioni colpite dal sisma, non vogliamo favoritismi, ma soltanto lo stesso trattamento, lo stesso sostegno economico riservato all’Umbria e alle Marche.
Si tratta, quindi, anche una questione che tocca le corde sensibili della democrazia che non ammette distinzioni nel trattamento riservato ai cit
29 / 12 / 2008