L’ufficio legale della Cisl risponde alle accuse di Giovanni Calista CAMPOBASSO - Di qualche giorno fa la protesta davanti al Municipio di Campobasso di Giovanni Calista, ex segretario generale della Filca Cisl Molise. Motivo della iniziativa, una condanna per truffa ai danni di Calista, ribaltata però in appello. Di mezzo ci sarebbero delle firme che alcuni lavoratori edili apposero a suo tempo, per acconsentire a prelievi di aliquota versata al sindacato. Sono trascorsi quasi 10 anni dalla pronuncia della Corte d’Appello e Giovanni Calista, essendo stato assolto, chiede ora di essere reintegrato nell’Organizzazione sindacale. Fin qua non ci sarebbe nulla di opinabile se non si conoscessero dei fatti che trovano lo stesso Calista in una posizione a dir poco “imbarazzante”. A ripercorrere l’intero operato del sindacalista è l’Ufficio Legale Confederale della Cisl, “ il Calista oggi fa la parte della vittima accusando la Filca Cisl di discreditare la sua immagine e professionalità, quando, invece, è stato per anni solo portatore di danni al sindacato – scrive il legale dalla sede centrale di Roma - il Calista, che dice di aver dedicato la sua vita al sindacato, ha saputo solo intentare, contro la Filca Cisl, una lunga serie di cause, tutte perse, volte nella sola sostanza ad ottenere quattrini”. Il legale della Cisl, con l’intento di portare chiarezza nella vicenda, ha voluto minuziosamente elencare l’intera serie di sentenze, sottaciute nelle precedenti uscite sulla Stampa dallo stesso Calista per evidenti e comprensibili motivi, e cita la sentenza n. 258/1999 del Tribunale di Campobasso; la sentenza n. 99/ 2001 della locale Corte d’Appello; la sentenza 174/2005 della Corte di Cassazione; la sentenza n. 2510/1995 del Tribunale di Larino; la sentenza n. 6 /2005 della Corte d’Appello di Campobasso e la sentenza n. 66 /1998 del G.d.P. di Campobasso, “ in tutti i detti giudizi – aggiunge l’Ufficio Legale Confederale - il Calista è rimasto sempre soccombente con conseguente condanna alle spese, come accade allorché si intendano liti temerarie”. Ma a questo triste repertorio giudiziario, di ostinata battaglia al sindacato, il legale aggiunge un’altra vicenda che vede coinvolta addirittura la figlia di Giovanni Calista, che “ accampando un inesistente rapporto di lavoro – continua l’Ufficio legale - ha convenuto la Filca dinnanzi al Tribunale di Larino. Da qui la sentenza n. 417/2001 e poi quella della Corte d’Appello di Campobasso 99/2004 che, in chiave ormai monocorde, hanno respinto ogni domanda”. Tutto questo sarebbe già abbastanza per delineare la reale posizione assunta da Giovanni Calista nei confronti del sindacato, ma se non bastasse, l’Ufficio Legale Confederale aggiunge una ulteriore sentenza, la n. 205/95, con la quale il Pretore di Campobasso condanna Giovanni Calista “ per una vicenda di appropriazione e cessazione a terzi di auto del sindacato”. Una militanza nel sindacato non proprio “ entusiasmante”, verrebbe da dire, ma ciò che fa maggiormente riflettere è che su queste basi Giovanni Calista pretenda cha la Cisl lo reintegri con una decorazione sul campo.
22 / 09 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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