“Le comunità etnico-linguistiche del Molise " MONTECILFONE - “Le comunità etnico-linguistiche del Molise sono una realtà viva e rappresentano una risorsa indiscussa per lo sviluppo del territorio. Attraverso il loro recupero e la loro tutela è possibile arrivare a una forma di integrazione anche europea”. Così Emilia Petrollini, dirigente dell’Assessorato alla Cultura della Regione Molise, ha aperto il convegno “Lingue e culture minoritarie. Dalla tutela alla valorizzazione”, svoltosi a Montecilfone e organizzato dagli Sportelli Linguistici e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Molise.
Un incontro che si potrebbe definire “operativo”, in cui è venuto alla ribalta il desiderio di concretizzare il lavoro di quelle persone che, instancabilmente, da anni predicano le potenzialità di questa area.
Le minoranze linguistiche dell’area arbereshe (Montecilfone, Campomarino, Portocannone e Ururi) e dell’area croato-molisana (Montemitro, S. Felice del Molise e Acquaviva Collecroce) possono rappresentare una “nuova frontiera” per il turismo, sempre alla ricerca di qualcosa di inconsueto, di innovativo. E le comunità molisane possono soddisfare questo desiderio di qualità e di insolito, che chi viaggia spesso desidera incontrare. In che modo? “Con una serie di attività – ha sottolineato Monica Meini del Centro studi Sistemi Turistici della Facoltà di Economia dell’Università del Molise - che abbiano una visione strategica di sviluppo condivisa da tutti gli operatori dei sette Comuni”.
Un esempio di sperimentazione in questo senso è arrivato da Emanuele Pisarra, giornalista del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna), che ha presentato il caso di Civita, un Comune arbereshe calabrese di sole 1014 anime, che in questi ultimi anni si è ingegnato con percorsi naturalistici a piedi e in jeep, entrando “in rete” con associazioni nazionali (quali l’Associazione del Paesaggio o il Club Alpino italiano) e cercando di mettere a frutto le caratteristiche peculiari del piccolo centro calabrese (il paese dei grifoni e dei 109 comignoli).
Ma qualcosa sta accadendo anche in Molise. Lo hanno spiegato Luca Spina, tra i fondatori del costituendo gruppo di lavoro ecomusei delle minoranze linguistiche alla Regione Molise e Fulvio Liberatore, presidente di SKUPA, una società molisana creata da un gruppo di operatori culturali ed esperti di management e marketing. “Scopo degli ecomusei è la conservazione, il restauro e la valorizzazione di ambienti di vita tradizionali – ha dichiarato Spina - capace di integrarsi con l'artigianato e l'agricoltura locale, valorizzando anche in chiave turistica il patrimonio con la gente che risiede sul territorio”. Lo stesso intento della società Skupa: “In questi giorni abbiamo lavorato per creare un corpo di lavoro eterogeneo, con gli sportelli linguistici e l’Assessorato alla Cultura della Regione. La scelta di partire da un territorio nel quale si intrecciano idiomi antichi e contemporanei, minoranze linguistiche e culturali è la sfida di questo progetto, che abbiamo deciso di chiamare “Babel”: chiunque può partecipare, utilizzando tutti i mezzi che ha a disposizione, valorizzando ogni piccola, microscopica gemma di creatività e innovazione”.
23 / 06 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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