La ricerca molisana nel comitato scientifico dell’associazione Vino e Salute di Montalcino
CAMPOBASSO - L’associazione Vino e Salute di Montalcino ha nominato Giovanni de Gaetano membro del suo Comitato Scientifico. L’annuncio è stato dato dal presidente Stefano Ciatti nel corso di un convegno che si è svolto nei giorni scorsi a Lanciano.
“Si tratta di una grande opportunità per contribuire a qualificare le attività scientifiche dell’associazione- ha dichiarato il direttore dei Laboratori di Ricerca dell’Università Cattolica di Campobasso -. Sono lieto di poter mettere a disposizione di questa dinamica associazione il bagaglio di esperienze accumulato dai nostri laboratori, che allo studio del vino dedicano una parte non piccola del loro percorso di ricerca”.
Da qualche anno a questa parte vino fa sempre più rima con salute. Ma soprattutto con scienza, visto che le ricerche sul quotato connubio si moltiplicano a vista d’occhio. Così come le associazioni, che si fanno in quattro per salvaguardare il patrimonio enologico dell’Italia, promuovendone il forte appeal anche fuori dai confini nazionali. Non solo. Ci sono infatti centri di ricerca, come i Laboratori dell’Università Cattolica a Campobasso, che tra gli obiettivi prioritari hanno quello di studiare gli effetti del vino sulla salute, aprendo le porte a ricercatori capaci di rinforzare le evidenze scientifiche sull’argomento. L’associazione toscana nasce nella patria del Brunello, per promuovere la conoscenza, la cooperazione e gli scambi per la valorizzazione degli effetti benefici del vino ed i suoi rapporti con la salute. Tra le collaborazioni spicca anche quella con la rete delle Città del Vino, che tra i soci annovera anche alcune località molisane.
Non bisogna andare molto indietro con gli anni per rintracciare le prime “prove” che individuano il vino come naturale fonte di salute. Nel corso degli anni ’80 una rivoluzionaria ricerca scientifica dimostrò che la bevanda era in grado di offrire una protezione cardiovascolare; lo studio passò alla storia come paradosso francese, in virtù della forte discontinuità che c’era tra l’alimentazione dei transalpini (ricca di grassi) e il loro stato di salute cardiovascolare, piuttosto buono nonostante il comportamento alimentare seguito a tavola, non propriamente mediterraneo. Merito dei polifenoli, sostengono gli esperti del settore, questi particolari antiossidanti che conferiscono una sorta di corazza naturale al cuore. La ricerca è ovviamente nel pieno delle sue attività, ma gli ostacoli che si trova davanti non sono pochi.
“Rafforzare il ruolo della ricerca in campo enologico è una garanzia per il consumatore - sostiene de Gaetano - specialmente per un prodotto come questo, mai al sicuro da polemiche e turbolenze”. In questo senso, gli studi scientifici possono garantire una base sicura su cui costruire il futuro del nettare più prezioso.
29 / 07 / 2008