LA REGIONE NON HA I SOLDI PER PAGARE LE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI AI DANNEGGIATI DA SANGUE INFETTO MA CE LI HA PER PAGARE I PREMI AI DIRIGENTI REGIONALI E PER RIPRISTINARE I VITALIZI AGLI EX CONSIGLIERI BOJANO - Questa storia inizia con delle persone che aspettano il pagamento da parte della Regione Molise di prestazioni assistenziali obbligatorie (e già riconosciute in via amministrativa o giudiziaria). Le prestazioni gli sono dovute in quanto queste persone sono eredi di prossimi congiunti deceduti a causa delle patologie contratte a causa di trasfusioni di sangue infetto. A queste persone, da un anno, la regione sta dicendo: dovete aspettare perchè non abbiamo soldi per voi.
La storia continua con i dirigenti regionali (anche quelli accusati di aver sottratto fondi alla Regione) che prendono i "premi" (€ 805.046,57 da dividere, come anticipazione del 60% degli incentivi per i risultati raggiunti nell'anno passato, tra 68 dirigenti) e con gli ex consiglieri regionali a cui viene ripristinato l'intero importo del vitalizio (precedentemente decurtato del 30%) maturato per aver fatto una sola (o anche mezza) legislatura. Per questi la regione i soldi (e molti, molti di più di quelli dovuti agli eredi dei danneggiati) ce li ha.
La Regione Molise è l'unica regione in Italia che non sta corrispondendo le prestazioni agli eredi dei danneggiati da sangue infetto.
E purtroppo questa non è l'unico torto che i danneggiati devono subire. Ce ne un altro nutrito elenco.
1. L'indennizzo dovuto ai danneggiati viventi, già corrisposto bimestralmente (mentre altre regioni le pagano mensilmente), vengono liquidate con una media di 15-20 giorni di ritardo. I danneggiati utilizzano questi (pochi) soldi per curare le malattie da cui sono affetti (è sempre bene ricordare: per colpa dello Stato che gli ha inoculato sangue infetto). Alcuni mediante protocolli sanitari sperimentali che la regione non è in grado di garantire e che devono dunque eseguire fuori a loro spese. E dovendo indebitarsi in attesa che la regione, con tutta calma, proceda ai pagamenti. Vogliamo chiarire che sono dovuti gli interessi per i ritardati pagamenti e che se questa storia continuerà, inizieremo a chiederli.
2. Anche adempimenti banali, come la notifica dei provvedimenti, avvengono con ritardi inaccettabili rispetto a quanto stabilito dalle leggi (210/92 e 241/90) e dalle linee guida per la gestione uniforme della legge 210/92. Nei prossimi comunicati saremo in grado di documentare anche le cifre dei ritardi.
3. L'ufficio regionale competente non riceve se non previo appuntamento da concordare telefonicamente. Ma al telefono indicato nella carta intestata e sul sito non risponde quasi mai nessuno. All'indirizzo e-mail mai. Non è indicato un indirizzo di posta elettronica certificata. Il tutto in palese spregio della legge.
Il comitato non è disponibile a tollerare un giorno in più questa situazione e, a partire da oggi, adotterà tutte le iniziative necessarie a restituire dignità ai danneggiati e ai loro parenti e ad accertare le responsabilità, anche personali, di chi sta determinando tutto questo.
Da ultimo e conclusivamente, tornando al discorso dei premi, noi non siamo contrari per principio ai premi ai dirigenti regionali (a quelli non ai domiciliari almeno) ma siamo contrari al fatto che non ci sia un riscontro obiettivo e documentato dei risultati che hanno raggiunto. Insomma: se li devono guadagnare ed essere in grado di darne conto.
COMITATO LEGGE N. 210/92 PER UN'EQUA GIUSTIZIA MOLISE
04 / 08 / 2012
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