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La manutenzione caldaie non va fatta ogni anno. La Provincia di Campobasso conferma

da Massimiliano Orlando
direttore Info@consumatori

La manutenzione delle caldaie non va fatta necessariamente ogni anno. Finalmente l’Ufficio di Presidenza della Provincia di Campobasso ha risposto con nota ufficiale dell’8 agosto con la quale conferma la veridicità di quanto da noi esposto nell’inchiesta del numero di luglio di info@consumatori.
Pertanto i proprietari dei comuni impianti di riscaldamento con potenza fino ai 35 kw sono tenuti, in assenza di diversa indicazione riportata dal libretto d’uso della caldaia, ad effettuare la manutenzione ogni 2 anni se la caldaia ha più di 8 anni d’anzianità, ed ogni 4 anni per le caldaie che ne abbiano meno di 8. Inoltre, in caso di successiva ispezione da parte della Itagas Ambiente, nulla è dovuto se sono state rispettate le periodicità predette. Ne consegue, come specifica la Provincia, che unico obbligo per il proprietario della caldaia è quello di inviare, negli anni in cui non si renda necessaria la manutenzione, un’autocertificazione ed il pagamento dei 7,50 € previsti. Sul prossimo numero pubblicheremo un fac simile d’autocertificazione.
Se così stanno le cose, come mai i cittadini della Provincia di Campobasso sono invece convinti di dover effettuare la manutenzione ogni anno? Chi ha creato questa confusione?
La Provincia afferma di provvedere annualmente ad una campagna informativa per mezzo di spot, manifesti e brochure. Sarà così, ma a quanto pare la campagna non ha sortito alcun effetto.
Vorrà dire che daremo una mano alla Provincia promuovendo una nostra campagna informativa alla quale invitiamo a partecipare tutti gli organi d’informazione della Regione.
Invitiamo inoltre i manutentori a leggere attentamente la risposta della Provincia per evitare di fornire informazioni fuorvianti. Ci rivolgiamo in particolare ai “furbetti” che, come in ogni campo, troviamo anche tra le ditte autorizzate.
La seguente conversazione non ha bisogno di ulteriori commenti.
Il proprietario della caldaia al termine della manutenzione effettuata da una ditta bassomolisana:
“La ringrazio. Ci vediamo tra due anni.”
Il manutentore: “No, ci vediamo il prossimo anno. La manutenzione è obbligatoria ogni anno”
Il proprietario: “Le rammento il Dlgs 192/95”
Il manutentore: “Ah, lo conosce? Effettivamente la manutenzione non va fatta ogni anno, ma noi manutentori la consigliamo per il risparmio energetico”
Il proprietario: “La ringrazio del consiglio ma le mie bollette attualmente sono aumentate ogni anno e se aggiungo anche le spese non necessarie di manutenzione, non arrivo più neanche alla seconda settimana del mese”.

DAL NUMERO DI LUGLIO DI INFO@CONSUMATORI

di Stefania Pezzullo
Consulente Legale info@consumatori

Ogni anno le famiglie della Provincia di Campobasso sono costrette ad effettuare la manutenzione delle caldaie, sopportando un costo che si aggira intorno ai 70/80 euro. Un’ulteriore vessazione sul bilancio familiare. In altre regioni le cose non stanno così e, come accade a Firenze, le verifiche vengono effettuate con cadenza biennale. In alcuni casi, l’ente verificatore sottoscrive convenzioni con tecnici specializzati, per ottenere un risparmio in costi e servizi per il cittadino.
Abbiamo riscontrato che, a causa di una scarsa informazione e pubblicità, necessarie a garantire trasparenza nell’attività della pubblica amministrazione, i cittadini molisani hanno difficoltà a comprendere l’effettiva funzione dei controlli e diventa per loro difficile distinguere tra la manutenzione, che viene pagata al proprio tecnico, ed il servizio di verifica svolto dal proprio ente locale, che nel nostro caso la Provincia ha affidato alla Itagas.
Vediamo di fare chiarezza.
L’Italia ha recepito, con il Dlgs 192/05, cosiddetto “Codice dell’energia”, la direttiva comunitaria 2002/91/CE, adeguando la normativa precedente ai nuovi standard europei di efficienza, riduzione dell’inquinamento, rendimento e risparmio energetico.
In concreto, per gli impianti termici di potenza inferiore ai 35 Kw, la legge prevede la possibilità per gli enti locali (Comuni al di sopra dei 40.000 abitanti o Provincia), di stabilire che i controlli obbligatori si intendano effettuati inviando all’ente, in autocertificazione, l’ultimo rapporto di controllo rilasciato dal manutentore, insieme al pagamento di €7,50 annuali.
La periodicità e la scadenza di invio, sono decise dal Comune o dalla Provincia, e normalmente coincidono con quelle delle verifiche tecniche (libretto di uso e manutenzione caldaia).
Nulla impedisce all’ente di prevedere periodicità diverse, come stabilito dall’art. 9,2°co, del D.lgs 192/05.
Secondo le nuove regole in ogni caso la copia del rapporto tecnico deve essere inviata all’ente con le cadenze previste per il controllo dei fumi:
- per gli impianti alimentati a combustibile liquido o solido indipendentemente dalla potenza ovvero per quelli alimentati a gas (caldaie) di potenza nominale maggiore od uguale a 35kw: MINIMO UN ANNO.
- impianti a gas di potenza inferiore a 35 Kw dotati di generatore di calore con anzianità di installazione superiore agli otto anni nonché scaldabagni dotati di generatore di calore ad acqua calda a focolare aperto installati all’interno dei locali abitati: MINIMO OGNI DUE ANNI.
- Impianti di potenza inferiore a 35Kw con anzianità inferiore agli otto anni e comunque non rientranti nelle precedenti categorie: MINIMO OGNI QUATTRO ANNI.
Riassumendo : 1. la manutenzione va effettuata secondo quanto previsto dal libretto di uso e manutenzione della caldaia; 2. solo qualora nel libretto di uso e manutenzione non sia presente alcuna indicazione si può procedere ad effettuare la manutenzione in coincidenza con le cadenze previste per i controlli di efficienza energetica (prova dei fumi).
L’ispezione annuale che la Provincia di Campobasso ha previsto è finalizzata a riscontrare il rispetto delle norme nonché la veridicità dei controlli tecnici per almeno il 5% degli impianti presenti sul territorio a cominciare da quelli per i quali non sono pervenuti i rapporti.
Pertanto, laddove si possegga un impianto la cui manutenzione sia possibile ogni due anni (salvo diversa indicazione del libretto di uso della caldaia), l’obbligato sarebbe tenuto a far effettuare detta manutenzione con tale cadenza pagando all’ente verificatore €15,00 ed inviando copia del rapporto tecnico.
Ed in caso di controlli della Provincia attraverso la Itagas, nulla dovrebbe per tale verifica.
Sarebbe pertanto opportuno che la Provincia di Campobasso adotti un sistema di controlli finalizzato in primis al rispetto delle citate disposizioni normative. Sarebbe inoltre opportuno che essa vada incontro anche agli interessi dei singoli cittadini, per non gravare le famiglie “annualmente” di un ulteriore onere legato alla manutenzione delle proprie caldaie. Ed invero il citato art. 9 del D.lgs 192/05 testualmente recita: “Le autorità competenti realizzano, con cadenza periodica…, gli accertamenti e le ispezioni necessarie all'osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia nell'esercizio e manutenzione degli impianti di climatizzazione e assicurano che la copertura dei costi avvenga con una equa ripartizione tra tutti gli utenti finali… così da garantire il minor onere e il minor impatto possibile a carico dei cittadini..”.

fonte: www.estatermoli.it


29 / 08 / 2008



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