L'economia montana al centro di un convegno
CAMPOBASSO - Durante la seconda giornata del Congresso delle Comunità Montane è intervenuto ieri il Segretario generale della Fai Augusto Cianfoni. Si discuteva di rappresentanza, vale a dire dei Soggetti che agiscono nel promuovere e nel rappresentare le popolazioni e l’economia di montagna.
«La prima condizione per difendere la montagna italiana, specie quella povera - ha affermato Cianfoni - è la coesione, realizzata in solide forme associative degli attori economici e istituzionali che non annullino la soggettività di coloro,proprietari privati e Comuni i cui interessi vanno coordinati e rappresentati attraverso forme non aleatorie di una democrazia partecipata.» - «di fronte ad un bipolarismo populista che produce frutti come il DDL Lanzillotta e quello del Ministro Calderoli, la Montagna ha bisogno come non mai di forti organismi di rappresentanza. L'UNCEM può essere una grande risorsa a tale scopo con una grande missione: coordinare, mettere in rete, su base volontaria, economie poco valorizzate, servizi qualitativamente eccellenti a costi contenuti, tradizioni e culture identitarie cui deve essere riconosciuto il profilo di “patrimonio” dell'Italia e dell'Europa. Alla montagna - ha insistito il Segretario della Fai - occorre garantire una “Clausola Sociale” che dia concreti vantaggi al viverci a milioni di famiglie indigene, neocomunitarie e extracomunitarie che oggi vivono alienate nelle periferie delle grandi città. Quest'ultime, a loro volta, dovrebbero trovare conveniente una inversione di tendenza riguardo all'eccessivo inurbamento nelle loro periferie. Lavoro e qualità di vita civile - ha concluso Cianfoni - sono le condizioni essenziali per invertire una troppo lunga emigrazione a vantaggio non solo della montagna,ma di tutta la Comunità».
08 / 03 / 2010
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