INTERVENTO DELL’ON. ANITA DI GIUSEPPE NEL CORSO DELLA SEDUTA ODIERNA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
CAMPOMARINO – L’On. Anita Di Giuseppe intende rendere pubblico l’intervento effettuato nella giornata di oggi presso la Camera dei Deputati, in merito alla discussione sull’Ici e sui termini della sospensione del pagamento dei tributi e contributi per i paesi molisani che hanno subito il terremoto nel 2002.ù
“L’articolo 5 del presente decreto al comma 10, lettera a), prevede l’anticipazione al 30/06/2008 dei termini della sospensione del pagamento dei tributi e contributi per i paesi molisani che hanno subito nel 2002 il terremoto,che erano stati fissati al 20/12/2008, ed ha inoltre ridotto i fondi destinati alla copertura degli oneri finanziari conseguenti, portandoli a 24 milioni di euro a fronte degli iniziali 48 milioni disposti con il decreto 31 dicembre 2007, n°248.
Il Ministro Tremonti, ha ridotto con efficace tempestività, i termini delle agevolazioni tributarie e contributive, distraendo fondi destinati alle popolazioni molisane, per il conseguimento di obiettivi di finanza pubblica.
La furia dei tagli indiscriminati ha interessato quindi anche la voce che finanziava la sospensione dei tributi, a favore delle popolazioni dell’area del cratere, del terremoto di San Giuliano di Puglia.
Un’area tormentata che ha avviato una faticosa opera di ricostruzione morale E materiale del territorio, un territorio in continua emergenza che avrebbe bisogno di una legge ad hoc che favorisca una rinascita definitiva, che blocchi il continuo esodo dei giovani.
Nell’incontro avuto pochi giorni fa con i colleghi Sindaci di quei paesi (li elenco per farveli ricordare): Larino, Montorio, San Giuliano di Puglia, Ururi, Ripabottoni, Castellino, Santa Croce di Magliano, Rotello, Bonefro, Casacalenda, tutti hanno manifestato la loro forte preoccupazione per i destini dei loro paesi che non vedono ancora uscire da una emergenza durata 6 anni.
E’ evidente che questa sospensione dei tributi ed altri oneri, costituiva e costituisce una boccata di ossigeno per le imprese, e quando si parla di imprese si parla di lavoro, di produttività, e boccata di ossigeno anche per le famiglie che hanno dovuto e devono subire notevoli disagi all’interno di un contesto territoriale che ai vecchi problemi (l’emigrazione, l’insicurezza economica) unisce i nuovi, derivanti dai danni a strutture ed abitazioni prodotti dall’evento calamitoso.
Questi sindaci hanno chiesto un incontro con il Governo perché vogliono proporre una soluzione che possa dare respiro agli abitanti della zona.
Per l’esattezza vorrebbero che la restituzione avvenisse nella misura del 60 per cento dell’ammontare dei versamenti tributari sospesi, e che la stessa restituzione avvenisse senza interessi a partire dal gennaio 2010 con una rateizzazione pari ad otto volte il periodo di sospensione.
Presidente, non si tratta di campanilismo il mio, perché il terremoto si è avuto anche in altre zone, si tratta di considerare le regioni allo stesso modo, con pari dignità, il Molise merita la stessa attenzione e lo stesso rispetto delle altre regioni italiane, perché fino a prova contraria l’Italia è una, a meno che non si vogliano rinnegare Garibaldi, Vittorio Emanuele secondo e Cavour, e a meno che le carte geografiche della nostra penisola non siano sbagliate.
Invito il presidente Berlusconi a tornare in Molise per toccare con mano, verificare la situazione dei paesi del cratere .
Vorrei fare anche un’altra considerazione:
visto che saranno sottratte risorse
• agli investimenti per le infrastrutture calabresi e siciliane (1.363,5 milioni: 90 per cento per la realizzazione di opere infrastrutturali e il 10 per cento per interventi a tutela dell’ambiente e della difesa del suolo);
• agli interventi di ammodernamento e di potenziamento della viabilità secondaria esistente in Sicilia (per un importo di 350 milioni) e in Calabria (per i rimanenti 150 milioni), non compresa nelle strade gestite da ANAS Spa;
• al centro polifunzionale di Napoli,
• al sisma 2002,
• alle aziende agricole siciliane danneggiate dalla “peronospora”
ci sorge un sospetto, ancora una volta lo stesso sospetto: che si voglia abbandonare il mezzogiorno a se stesso, mezzogiorno considerato come palla al piede di un nord competitivo e dinamico.
Se questa è l’impostazione non detta, ma pensata ancora una volta, come ha dimostrato la storia, sarà pura illusione e creerà più danni che vantaggi per l’intero sistema.
E se questo è anche il pensiero del presidente del Consiglio, parlamentare eletto in Molise, vogliate pregarlo, Presidente Fini, di non utilizzare la nostra regione solo per la sterile logica di sistemazione dei parlamentari; sarebbe stato meglio lasciare il posto a qualche altro molisano che conosca bene le problematiche del Molise.
28 / 06 / 2008