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Il Sindaco del Rione Sanità al Teatro Savoia

14 e 15 aprile a Campobasso

La stagione della Fondazione Teatro Savoia
diretta da Fabio Poggiali si chiude
nel segno di Eduardo De Filippo:
CARLO GIUFFRE' è:
"IL SINDACO DEL RIONE SANITA'"


La stagione teatrale della Fondazione Teatro Savoia diretta da Fabio Poggiali, aperta nel segno di Eduardo De Filippo, si chiuderà con un altro suo capolavoro il 14 e 15 aprile: “Il sindaco del Rione Sanità”, scritto nel 1960.
Eduardo prese spunto da un personaggio reale che viveva nel popolare rione Sanità di Napoli. Il ruolo del titolo è ora sostenuto da un magistrale Carlo Giuffrè che, con questo lavoro, ha festeggiato i suoi sessanta anni di teatro, celebrati al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
L'attore-regista si cimenta in una delle opere più significative di Eduardo De Filippo, impareggiabile nell’evidenziare le annose questioni della società napoletana.
Lo spettacolo ha registrato il tutto esaurito nella sua lunga tournèè toccando città come Roma (Teatro Quirino) e Napoli (Teatro Diana).
Il direttore artistico della Fondazione Teatro Savoia, Fabio Poggiali, impegnato a svolgere, da artista e da docente presso Università del Molise, un'attività di sensibilizzazione, specialmente tra i giovani, dell’alto valore educativo del teatro quale mezzo efficace di crescita sociale, pedagogica e civile, esprime apprezzamento sia per il gradimento del pubblico e degli abbonati ( che quest'anno hanno registrato il record di abbonamenti) , sia per la partecipazione degli studenti che hanno gremito il Teatro Savoia, per spettacoli musicali (Gino Paoli- "Concerto jazz") di teatro civile ( "Aldo Moro- una tragedia italiana", con Paolo Bonacelli), di poesia ( "Un viaggio d'amore", con Michele Placido), di teatro brillante ( Vincenzo Salemme in "Bello di papà; "Gianfranco Jannuzzo in "Il divo Garry").
Straordinario successo hanno registrato beniamini del pubblico che spaziano tra cinema, teatro e televisione : Leo Gullotta, interprete de "Il piacere dell'onestà di Pirandello; Massimo Dapporto ne "I due gemelli veneziani", di Goldoni; Isa Danieli in "Madre Coraggio" di Brecht e Tony Servillo in "Trilogia della villeggiatura" di Goldoni.
Molti artisti per la prima volta si sono esibiti sul palcoscenico del Teatro Savoia e tra questi Leo Gullotta, Gianfranco Jannuzzo, Vincenzo Salemme.
Il direttore artistico, rinnovando gli auguri per una Serena Pasqua, a nome della Fondazione e suo personale, ringrazia il pubblico di Campobasso, gli abbonati, le Istituzioni, l'Università del Molise, gli organi di informazione locali e la Rai, per la partecipazione ed il sostegno alla Fondazione mirato a garantire a Campobasso una stagione teatrale e culturale di livello nazionale. Allo stesso tempo desidera far pervenire un messaggio di cordoglio per le vittime del terremoto, e di solidarietà e partecipazione per la tragedia che si sta vivendo a L'Aquila.


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Diana Oris presenta

CARLO GIUFFRE'
IL SINDACO DEL RIONE SANITA'
di Eduardo De Filippo

con Piero Pepe, Aldo De Martino,
Alfonso Liguori, Antonella Lori,
Massimo Masiello, Gennaro Di Biase,
Vincenzo Borrino, Roberta Misticone, Enzo Romano

musiche originali Francesco Giuffrè
scene e costumi Aldo Terlizzi
regia CARLO GIUFFRE'


Note di Carlo Giuffrè
“Il Sindaco del Rione Sanità”


Dopo “La fortuna con l’effe maiuscola”, “Non ti pago”, “Le voci di dentro”, “Napoli milionaria” e “Natale in casa Cupiello”, è arrivato “Il Sindaco del Rione Sanità” e ne sono felice.
Il protagonista della commedia Antonio Barracano era riconosciuto dai meno abbienti, dai diseredati in un quartiere popolare di Napoli come loro “Sindaco” perché si era impegnato a proteggerli, a mettere pace con giustizia fra di loro senza ricorrere ai tribunali, dove, per la loro ignoranza e la loro povertà, non avendo “Santi in Paradiso”questa giustizia, forse, non l’avrebbero mai ottenuta.
Era quindi il protettore, una specie di Robin Hood, toglieva ai ricchi per dare ai poveri. Anche questa volta Eduardo aveva previsto tutto; come in “Napoli milionaria” Gennaro Jovine dice a quelli che credono di godersi la libertà “…perché la guerra è finita è finito tutto!” “ No, voi vi sbagliate… la guerra non è finita… non è finito niente”. Lo diceva al finale del secondo atto della commedia scritta nel 1945.
Oggi, dopo più di sessant’anni possiamo forse dire che la guerra è finita? No, purtroppo. E così avviene nel Sindaco del Rione Sanità: l’autore fa dire al personaggio del dottore Fabio della Ragione (sempre in polemica col protagonista) “Voi vi sbagliate, mentre vi adoperate a mettere pace con giustizia, gli ignoranti continuano ad ammazzarsi come tanti conigli, come potete pretendere di portare a termine un’impresa così sproporzionata e assurda?” Questa commedia fu scritta nel 1960 e dopo quasi cinquant’anni è forse terminata l’assurda impresa? No, purtroppo. La camorra c’era anche cinquant’anni fa, ma aveva dei dogmi, delle regole, dei principi. Non si toccavano donne e bambini, c’erano i capi quartieri come Campoluongo, il vero sindaco del Rione Sanità che ha ispirato Eduardo. Io stesso l’ho conosciuto, sembrava un aristocratico, gentile ed educato.
Giravo un film a Napoli negli anni ’50 con Giacomo Rondinella e Maria Fiore, ci invitò alla Sanità per la festa del quartiere. Rondinella cantava, io recitavo qualche poesia “Se avete bisogno di qualunque cosa, fatemelo sapere” ci disse salutandoci. Qualche giorno dopo ad un attore nostro amico rubarono il borsello, lo chiamai, glielo dissi, “Dov’è successo?” “A Santa Lucia” risposi, “Non è zona mia, ma provvederò”. Dopo mezz’ora fu consegnato il borsello. E forse anche l’attore proprietario del borsello avrà detto (come dice un personaggio della commedia al I atto) “Questo è un Santo”.
Eduardo descrive un personaggio che non gli assomiglia fisicamente. I settantacinque anni dell’uomo sono invidiabili, è alto di statura, sano, asciutto, la schiena inarcata gli conferisce un’andatura regale. Eduardo lo conosceva, lo riceveva in camerino al Teatro Politeama o al San Ferdinando. “Disturbo?” “Accomodatevi”, si metteva seduto sempre con la mano sul bastone. “Vulite na tazza e cafè?” “Volentieri”, poi se ne andava.
E’ forse il primo dei suoi ossimori viventi (dice la Barzotti) Eduardo costruisce un eroe, proprio con l’azione dimostra di non agire, crea un idolo polemico, propone un personaggio che in buona fede fa del male, un giusto che perpetua l’ingiustizia. E’ sicuramente uno dei personaggi più complessi del suo Teatro. Di Antonio Barracano il sindaco del Rione Sanità Eduardo dice: “E’ stato il mio ruolo preferito, è uno dei personaggi più interessanti che un attore possa desiderare”.
Oggi io metto in scena questa commedia, mentre Napoli vive la tragedia della criminalità, come Eduardo aveva previsto che sarebbe avvenuto. Ma Eduardo apre uno spiraglio alla speranza e fa dire, sempre a Fabio della Ragione (quando Barracano è convinto che con i suoi metodi abbiano termine le faide) “Le cose peggioreranno, usciranno i figli di don Antonio, i parenti di don Arturo, i compari, i comparielli, gli amici, i protettori e sarà una carneficina, una guerra, fino alla distruzione, però può darsi che da questa distruzione viene fuori un mondo migliore come lo sognava don Antonio meno rotondo, magari un poco più quadrato”.
Questo speriamo tutti noi oggi e chissà che non si avveri, visto che Eduardo intuiva così bene gli avvenimenti futuri!

Carlo Giuffrè


Ogni sera ovazioni del pubblico per il protagonista e per tutta le compagnia.

La critica ha scritto:
“Giuffrè offre una prestazione indimenticabile. Tale impronta di assolutezza la trasferisce, da regista all’intera messa in scena che regola da un gran mangiafuoco in tutte le parti , trasferendo altresì la propria forza interpretativa a tutti i componenti del cast…da non perdere” (Rita Sala – Il Messaggero)

“…Sotto la sua direzione impeccabile i molti personaggi (ben diciotto interpreti , un vero lusso oggigiorno) si spiegano e si piegano con mirabile verosimiglianza: Giuffrè ha accorpato i primi due atti lasciati nella loro integrità in circa due ore che volano via in un momento….Magnifico spettacolo” ( Masolino D’Amico – La stampa

“La straordinaria prova che sul filo del rigore e della misura Carlo Giuffrè fornisce in quanto attore: il suo Sindaco diventa il frutto di una strategia espressiva che attinge come doveva la perfetta fusione di generosità, risentimento e semplicismo in cui s’iscrive il personaggio. …in definitiva davvero credo che occorra ringraziarlo Carlo Giuffrè , poiché ben oltre lo spettacolo in se ci ha dato una lezione di anticonformismo. E lo sa l’ iddio del teatro se in questa città simili lezioni servano” (Enrico Fiore – Il Mattino)

“.. questo grande attore (ma non meno sapiente regista) alla soglia dei suoi 80 anni ha compiuto una trasformazione meravigliosa: egli ha superato il maestro …Carlo è un attore apollineo , pacato, il cui pathos appare riassorbito nella sapienza della vita , negli anni che gli è toccato vivere…inutile che dica quanto mirabili siano gli attori (in specie Piero Pepe, Aldo de Martino, Roberta Mistione) che recano lo spettacolo alla sua indiscutibile eccellenza ”(Franco Cordelli - Corriere della sera)


14 / 04 / 2009





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