IL MOLISE RICORDI I 262 MINATORI RIMASTI SEPOLTI A MARCINELLE CAMPOBASSo - L’8 agosto 1956 alle ore 8.10 esplose la miniera di carbone BOIS DU CAZIER, al Pozzo Saint Charles a Marcinelle in BELGIO e seppellì per sempre 262 minatori, di cui 136 italiani e 7 molisani. Una tragedia annunciata dalla condizioni insicure in cui si svolgeva un lavoro duro e con una vigilanza carente dovuta alle pressioni di chi aveva bisogno di produrre energia a tutti i costi. L’Italia dopo il disastro della II° Guerra Mondiale sancì un accordo umiliante col Belgio denominato “ UOMO – CARBONE “ che prevedeva l’invio di mille minatori italiani a settimana in cambio di 200 chili al giorno di carbone per ogni nostro emigrante. L’intesa stabiliva che l’età massima dei lavoratori non doveva superare 35 anni, il contratto era per 12 mesi e gli arnesi erano una pala, una piccozza, un casco e una lampada. Questa tratta autorizzata di essere umani spinse i diseredati del Mezzogiorno a cercare fortuna in Belgio pagando un tributo di sangue alla storia di una patria capace di sfruttarli anche all’estero. Morirono a Marcinelle 60 abruzzesi ( di cui 40 solo del comune di Mannoppello ), 22 pugliesi, 4 calabresi, 5 veneti, 12 marchigiani e 7 molisani ( Palmieri Liberato nato l’11.02.1920 a BUSSO, Francesco Granata, Michele Granata e Michele Moliterno nati rispettivamente il 9.01.1916, 27.10.1913 e l’11.05.1917 a FERRAZZANO, Felice Casciato nato il 23.09.1912, Francesco Cicora nato il 1.11.1908 a SAN GIULIANO DI PUGLIA e Pasquale Nardacchione nato il 16.04.1930 a SAN GIULIANO DEL SANNIO ). Una sciagura immane che lasciò 406 orfani, centinaia di mutilati e una ferita lacerante nel mondo del lavoro che non si è mai rimarginata. Il più bravo autodidatta molisano, il bracciante-minatore, Donato Del Galdo di San Giuliano di Puglia, costretto ad emigrare in Belgio perché comunista dal locale sistema di potere in mano ai potentati democristiani, celebrati con troppa superficialità da vuoti post-moderni che ignorano le lotte popolari molisane, descrisse con rara lucidità il salto dal sole scottante delle nostre campagne al buio freddo delle viscere delle miniere del Belgio. E nel suo nome e in quello delle vittime di Marcinelle che domani sarò presente a BUSSO alla manifestazione commemorativa in programma alle 16.00 con tutti i comuni molisani che registrarono vittime, insieme ai familiari di quei nostri emigranti e ai Maestri del Lavoro che hanno saputo tenere vivo il ricordo amaro di questa triste pagina molisana. E dalle pieghe di quella sofferenza si trasmetta il messaggio che ora e sempre và rispettata la vita, la sicurezza sul lavoro và garantita e la dignità degli uomini non è una merce !
Michele Petraroia
10 / 08 / 2012
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