I “Misteri” del Di Zinno in un caratteristico calendario CAMPOBASSO – Da ben 11 anni l’Associazione Misteri e Tradizioni di Campobasso realizza un calendario nelle cui pagine sono riportati i 13 Misteri, conosciuti anche come gli ingegni del Di Zinno, che nel giorno del Corpus Domini sfilano per le strade del centro cittadino del capoluogo di regione. Il successo di questa iniziativa editoriale è cresciuto negli anni tanto da portare a 5 mila le copie del calendario realizzate per l’edizione del 2008. La Sagra dei Misteri, infatti, è una delle manifestazioni regionali più radicate nell’animo dei molisani che la considerano uno dei momenti più significativi della storia locale che funge da anello di congiunzione tra passato, presente e futuro. Comprendere il valore storico dei Misteri è anche capire la storia di una città e del suo esistere. I Misteri non sono solo folklore, tradizione ma anche momento di aggregazione educativa con valenze storiche. Una manifestazione legata a radici del passato, alla sua cultura, alla sua storia ma che mantiene inalterati nel tempo sacralità e spiritualità cristiana che da secoli hanno contraddistinto la gente di Molise. La presentazione del calendario del 2008, poi, è coincisa anche con il primo anniversario dell’inaugurazione del Museo dei Misteri che nei dodici mesi appena trascorsi ha fatto registrare ben 20 mila visitatori, balzando in testa alla classifica dei musei più visitati su tutto il territorio regionale. Un sentito e dovuto omaggio all’ingegno dello scultore campobassano Paolo Saverio Di Zinno. Ma andiamo nel dettaglio e cerchiamo di spiegare come sono strutturati i Misteri. Le macchine dei Misteri sono costituite da robusti tavolati di legno fissati con viti o chiodi sulle travi o paranze le quali, a loro volta, sono bloccate da fasce di acciaio. Le paranze, disposte nel senso di marcia a distanze uguali avanti e dietro, sporgono fuori dal perimetro dei tavolati, e sono di appoggio alle spalle dei portatori (o vastasi) delle macchine. Il piano superiore del palco è occupato al centro da un'infrastruttura di ferro dolce e acciaio tenuta in verticale grazie ad una trave fissata al tavolato da fasce di acciaio. Altre due travi a misura, poste trasversalmente tra le paranze, garantiscono la stabilità dell'intero apparato. Sul tronco vi sono vari rami, innestati a incastro o saldati. Questi rami, di vario spessore e lunghezza a seconda della loro funzione, sono equilibrati rispetto alla necessità di trasportare le macchine senza sbilanciamenti di peso per i portatori. La permanenza in pose strane e innaturali per alcune ore è sopportata con tranquillità da parte dei figuranti vivi, grazie anche agli opportuni accomodamenti intervenuti in epoche successive al fine di aumentare il comfort degli alloggiamenti sulle macchine. Ogni Mistero, che da fermo poggia su due scranni, è guidato e diretto nella marcia da un capo-Mistero o capurale il quale, col suo pezzo di canna palustre, dà l'ordine di alzata ai portatori e sorveglia la cadenza del loro passo per evitare oscillazioni pericolose. Le macchine del Di Zinno sono profondamente diverse da quelle della Firenze del 500, perchè i suoi ingegni sono arricchiti da elementi paesaggistici ispirati alle analoghe realizzazioni barocche napoletane prodotte tra il 17°0 e il 18° secolo. Un ulteriore tocco di vivacità è dato dai colori degli abiti, che probabilmente sin dall'inizio erano stati scelti mescolando elementi di abbigliamento popolare con quelli pertinenti alle iconografie più consolidate dei Santi cui sono dedicate le macchine.
13 / 12 / 2007 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
Scrivi
la tua opinione su questo
articolo,
le tue opinioni saranno
pubblicate nello spazio
Forum
|
Voci correlate
|
|
| |
Box News


Inserisci
un annuncio
Stai
cercando
un prodotto,
un servizio
o una
richiesta
di preventivo?
Da oggi
puoi utilizzare
Best Buyer,
un servizio
gratuito
di richiesta
preventivi
online
organizzato
dal nostro
network.
Preventivi
online
|
|
|
|
|