Guera intestina nel Pd
CAMPOBASSO - “Abbiamo appreso dalle redazioni giornalistiche molisane di una presa di posizione degli onorevoli Fioroni e Fontanelli sulla situazione che si è determinata alla Provincia di Campobasso dopo la fallita approvazione della mozione di sfiducia presentata dal Segretario regionale del PD Macchiarola e dal centrodestra, preceduto dall’altro ignobile tentativo di dimissioni contestuali davanti ad un notaio.
A tal proposito, va precisato che i contatti con i suindicati nostri dirigenti nazionali, non per nostra responsabilità, si sono infruttuosamente conclusi alla vigilia del 7 agosto scorso.
Sino a quella data, giova ricordarlo, proprio con loro abbiamo condiviso tutte le proposte per scongiurare la crisi, nonostante il reciso e reiterato rifiuto di Macchiarola & co. .
Dopo il 7 agosto, ci saremmo aspettati adeguati provvedimenti disciplinari per violazioni statutarie a carico di quanti hanno ostinatamente tentato di affossare, senza riuscirci, l’Amministrazione provinciale per consegnarla allo schieramento politico avverso.
Veniamo invece informati oggi, senza essere stati né coinvolti, né ascoltati, di un tardivo pronunciamento che, oltre a contenere elementi di inesattezza, presenta aspetti non condivisibili e, quindi, da respingere, data l’evidente faziosità e la smaccata intenzione di trasformare i colpevoli in vittime.
Nel riconfermare la nostra posizione rispetto alle decisioni assunte ed ai documenti programmatici sottoscritti con i partners di maggioranza, l’occasione è utile per puntualizzare alcuni aspetti che per etica pubblica e coerenza politica di fronte ai molisani ci sembrano prioritari:
1) L’interruzione anticipata dell’esperienza amministrativa l’aveva già sistematicamente perseguita e sentenziata il segretario regionale del PD molisano come capo firmatario della mozione di sfiducia sottoscritta insieme alla destra;
2) Detta iniziativa è stata portata sino alle estreme conseguenze così come risulta dal verbale della seduta consiliare del 7 agosto u.s.;
3) E’ stato il Consiglio provinciale, nella sua sovranità istituzionale ad evitare il proprio scioglimento. Le assemblee elettive, in Provincia come in Parlamento, sono la viva espressione della volontà popolare, e così vanno rispettate. A Roma come a Campobasso, a Torino come a Cagliari, in Calabria come in Toscana. La verifica successiva alla seduta del 7 agosto, fatta alla luce del sole, ha democraticamente deliberato di trasformare “l’atto di non scioglimento” in un accordo programmatico e di governo con due consiglieri su tredici della maggioranza ( provenienti dall’area UDC) come atto di responsabilità civile in risposta alla azione scellerata della Macchiarola & co. verso la quale continuiamo a sollecitare i dovuti provvedimenti disciplinari a norma di Statuto e di Codice etico;
4) Risulta totalmente infondato il presupposto secondo cui sarebbero tutti i Partiti del centrosinistra a non riconoscere la Giunta e la attuale maggioranza. Sono invece esclusivamente i vertici del PD, di Rifondazione comunista e dei partiti del centrodestra ad aver avuto questo pronunciamento.
5) All’uopo i sottoscritti invitano gli Onorevoli Fioroni e Fontanelli a rispettare le riconfermate proprie posizioni politiche e le iniziative che, nel caso, verranno assunte, analogamente al rispetto che i sottoscritti dichiarano di riservare alle loro determinazioni pur nel convincimento immutabile della non condivisione.
P.S.
I sottoscritti per riserva di legge annotano che alcuna firma è apposta in calce al comunicato PD.”
Firmato:
D’Ascanio
D’Angelo
Nagni
Norante
Di Stasi
Mucci
Tiberio
Varra
26 / 08 / 2008