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GLI INVALIDI CIVILI AFFETTI DA GRAVI PATOLOGIE NON DEVONO PIU’ SOTTOPORSI A VISITE PERIODICHE DI CONTROLLO

CAMPOBASSO - Il Tribunale dei Diritti del Malato rende noto che l’art. 6, comma 3, L. 80/06 ha escluso le visite di rivedibilità periodica da parte delle competenti comissioni mediche (oggi INPS) per le seguenti categorie di soggetti: affetti dalla sindrome di Down, i soggetti portatori di gravi menomazioni fisiche permanenti nonché i disabili gravi.
L’articolo citato testualmente dispone: “I cittadini affetti dalla sindrome di Down, i soggetti portatori di gravi menomazioni fisiche permanenti nonché i soggetti disabili gravi sono esonerati dalla ripetizione annuale delle visite mediche finalizzate all'accertamento delle disabilità. I soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell'indennità di accompagnamento o di comunicazione sono esonerati da ogni visita medica finalizzata all'accertamento della permanenza della minorazione civile o dell'handicap.”
In attuazione di tale norma, il Decreto Ministeriale 2 agosto del 2007, ha individuato le patologie rispetto alle quali sono espressamente escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante: 1) Insufficienza cardiaca in IV classe NHYA refrattaria a terapia; 2) Insufficienza respiratoria in trattamento continuo di ossigenoterapia o ventilazione meccanica; 3) Perdita della funzione emuntoria del rene, in trattamento dialitico, non trapiantabile; 4) Perdita anatomica o funzionale bilaterale degli arti superiori e/o degli arti inferiori, ivi comprese le menomazioni da sindrome da talidomide; 5) Menomazioni dell'apparato osteo-articolare, non emendabili, con perdita o gravi limitazioni funzionali analoghe a quelle delle voci 2 e/o 4 e/o 8; 6) Epatopatie con compromissione persistente del sistema nervoso centrale e/o periferico, non emendabile con terapia farmacologia e/o chirurgica; 7) Patologia oncologica con compromissione secondaria di organi o apparati; 8) Patologie e sindromi neurologiche di origine centrale o periferica, (come al punto 4). Atrofia muscolare progressiva; atassie; afasie; lesione bilaterale combinate dei nervi cranici con deficit della visione, deglutizione, fonazione o articolazione del linguaggio; stato comiziale con crisi plurisettimanali refrattarie al trattamento; 9) Patologie cromosomiche e/o genetiche e/o congenite con compromissione d'organo e/o d'apparato che determinino una o più menomazioni contemplate nel presente elenco; 10) Patologie mentali dell'età evolutiva e adulta con gravi deficit neuropsichici e della vita di relazione; 11) Deficit totale della visione; 12) Deficit totale dell'udito, congenito o insorto nella prima infanzia.
La ratio della norma è palese: evitare la continua ripetizione delle visite d'invalidità civili, quando sia accertato che la patologia di cui soffre l'invalido sia stabilizzata e non più suscettibile di miglioramenti. In questi casi, infatti, non essendo possibile ipotizzare la guarigione, la visita periodica “serve” soltanto a sottoporre i nostri concittadini, già menomati da gravi patologie, ad un inutile stress fisico ed emotivo. E a sprecare soldi pubblici. Ma questa, purtroppo, non è una novità.
Ci risulta che molto, troppo spesso le succitate norme non vengano applicate dalle commissioni di invalidità che continuano a chiamare a visita di controllo anche i cittadini affetti dalle suelencate patologie.
Il Tribunale dei Diritti del Malato, tramite i suoi avvocati, sta diffidando le commissioni di invalidità civile dal continuare a chiamare a visita i cittadini affetti dalle gravi patologie ricomprese nell’elenco.

I cittadini che si trovano questa condizione possono contattarci ai seguenti recapiti: tel. 0874.411452 oppure 0874.91755; o via e-mail a: attivacb@libero.it.

12 / 09 / 2008





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