Formazione continua del personale della P.A CAMPOBASSO - “La formazione e l’implementazione continua della conoscenza per i pubblici dipendenti dovrebbe essere considerata una spesa di investimento e non un costo di gestione. Un’amministrazione pubblica che vuole rispondere concretamente e con tempestività alle esigenze dei cittadini deve, infatti, essere capace di evolversi, di saper leggere i bisogni del territorio, e di cogliere i cambiamenti. Per fare questo è necessario dunque un impegno continuo che deve essere supportato dai governi ad ogni livello. In questo senso occorre che per quanto riguarda quindi la formazione continua del personale della P.A., sia a livello di governo nazionale che europeo, ci si ponga in maniera diversa e che si considerino le risorse necessarie come fondi di investimento in produttività, in innovazione del sistema e in qualificazione dei servizi. In quest’ottica noi, come Governo regionale, ci siamo mossi, insieme al Comune di Isernia, all’Università del Molise e al Formez per promuovere occasioni di alta formazione a livello di Master universitari rivolgendoci sia al nostro personale, che a quello di altre amministrazioni. Intendiamo per il futuro continuare su questa strada augurandoci che i vari patti di stabilità e le politiche europee assecondino questo percorso che riteniamo virtuoso e soprattutto in linea con i desideri dei cittadini e del sistema delle imprese. Cittadini e imprese che chiedono sempre più un interlocutore pubblico preparato e capace di raccogliere e dare risposte operative e tangibili alle loro necessità”. Lo ha detto il Presidente della Regione Michele Iorio in occasione della cerimonia di chiusura del Master Universitario “Politiche pubbliche e sviluppo – progettare, realizzare, valutare le politiche pubbliche per lo sviluppo”.
“Una buona e continua formazione dei dipendenti pubblici –ha continuato il Presidente- serve anche a marcare la differenza rispetto ai cosiddetti “fannulloni” che non sono certo la generalità dei lavoratori, ma che purtroppo ci sono, e il cui comportamento non etico e non morale rallenta l’attività della macchina amministrativa con grosso nocumento per il buon funzionamento della stessa. Sono proprio questi lavoratori che non lavorano, che gettano discredito sull’intera pubblica amministrazione e, quindi, su chi quotidianamente, e per fortuna sono tanti, da’ con passione e dedizione il proprio apporto di conoscenze, di disponibilità e di impegno per risolvere problematiche complesse e di grosso impatto sociale ed economico”.
20 / 11 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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