ESTENDERE IN TUTTO IL MOLISE LA MOBILITAZIONE CONTRO I TAGLI ALLA SANITA’
VENAFRO - Dalla manifestazione popolare di Venafro promana un messaggio chiaro: la salute è un diritto universale, che deve essere garantito ad ogni persona, senza discriminazione alcuna e senza penalizzazioni territoriali.
Il PSR ed il “piano di rientro”, imposti dal governo centrale ed eseguiti dai governanti locali, si fondano invece su una logica opposta: scaricare la crisi con tagli ai posti letto secondo criteri meramente ragionieristici: meno 322. Un mero calcolo “matematico” così sviluppato: stabilito un parametro nazionale 4,5 posti letto per 1000 abitanti, bontà loro è concesso un aumento del 5% per la bassa densità territoriale, l’incidenza elevata degli anziani e altre specificità territoriali e si arriva al parametro del 4,725 posti letto per 1000 abitanti. Presa come base la popolazione molisana del 2005 pari a n.321.697 residenti si ottiene il totale dei posti letto di cui al “piano di rientro” molisano:n. 1.521. I posti letto indicati nella rilevazione del 2004 per il Molise erano 1.843 e per “rientrare” nei 1.521 ne vanno dunque tagliati 322 e il “gioco è fatto”. Che dietro questi numeri vi fossero persone che soffrono, bisognose di prevenzioni, cure, assistenza sociale, è del tutto indifferente.
La destra e il centrosinistra, in questi ultimi 15-20 anni, hanno ridotto la salute ad una merce su cui fare affari e/o coartare voti: da un lato tagli di risorse ai servizi sanitari essenziali, dall’altro aumento di sprechi e clientele elettorali, varie truffe e speculazioni private annidate nei meccanismi dei DRG (privatizzazioni, cliniche degli orrori, chirurgie invasive basate su false diagnosi per ricavare budget più elevati ecc.). I governi di destra e di centrosinistra, nazionali e locali, negli ultimi 20 anni di controriforme sanitarie, hanno scaricato la crisi sullo stato sociale, sanità inclusa, invece di recuperare risorse da chi non ha mai pagato: banchieri usurai, grandi patrimoni, ingenti e crescenti spese di guerra, grandi evasori, fiumi di miliardi regalati a banche e grandi padroni, privilegi delle caste e clero e così via. Hanno donato agli speculatori la privatizzazione
Persino nella ripartizione degli ingiusti tagli, a seconda della banda di potere locale che prevale si discrimina la parte più debole e la popolazione di Venafro avverte e denuncia giustamente questa ulteriore ingiustizia. Tuttavia occorre fare attenzione: proprio per distogliere le lotte dalle reali esigenze di lotta contro l’attacco al diritto alla salute, si cerca di scatenare ad arte le “guerre tra poveri” per cui il problema non sono più i tagli antisociali alla sanità ma scaricarli su questa o quella realtà locale poste in lotta tra loro. La questione non è su chi scaricare i tagli della sanità ma è di fermare e rovesciare questa politica socialmente iniqua di attacco generale al diritto alla salute. E questo vogliamo far presente ai vari consiglieri comunali di Venafro scesi in piazza: non prestatevi al gioco di chi vuole trasformare questa sacrosanta lotta per la difesa della sanità in una “guerre tra poveri” e abbiate, invece, il coraggio di contestare ai vertici nazionali e locali del PDL e del PD le politiche antisociali.
La manifestazione popolare di Venafro è invece un importante punto di partenza per rovesciare le politiche di questi comitati di affari nazionali e locali che hanno saccheggiato la sanità pubblica colpendo il diritto alla salute che pure, dopo tanti anni di lotte, in Italia, aveva segnato grandi punti di progresso.
Il PCL Molise è dunque al fianco della popolazione di Venafro perché solo con l’estensione della mobilitazione popolare è possibile prima fermare e poi rovesciare questa politica di tagli, per una sanità, pubblica, laica e universale, accessibile a tutti, ricchi e poveri, neri e bianchi, senza discriminazioni territoriali, e governata mediante una pianificazione democratica, costruita sulle reali esigenze di prevenzione e di cura delle persone, a cui va destinata la quota necessaria, con priorità assoluta, nell’ambito delle risorse pubbliche esistenti.
Tiziano Clemente
27 / 01 / 2009
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