Cianfoni: Rosarno, il modo più serio per dire no alla violenza è favorire le imprese di imprenditori seri e interdire penalmente i delinquenti CAMPOBASSO - “È da tempo che la nostra Federazione denuncia la situazione di Rosarno e di altre situazioni simili soprattutto nelle campagne meridionali e dell'Italia centrale. Ai tanti silenzi degli organismi preposti, e alle ipocrisie dei demagoghi di una pelosa accoglienza, adesso si aggiungono i posticci stupori dei media e delle istituzioni. Il sindacato agricolo cislino ribadisce l’esigenza di affrontare la questione dei braccianti agricoli immigrati e non in un più certo quadro di legalità, a partire dal rigoroso rispetto della legge e delle Convenzioni internazionali a tutela della persona che in Italia subiscono sempre l'insulto delle furbizie e delle complicità. Lo ha affermato il Segretario Generale Augusto Cianfoni a margine di una riunione della Segreteria Nazionale oggi 11 gennaio.
“Non soltanto gli immigrati, ma in generale tutti gli agricoli stagionali - precisa Cianfoni - sono spesso vittime di uno sfruttamento brutale, di una illegalità diffusa, di un capolarato nazionale e transnazionale, resi possibili da controlli inesistenti o aleatori da parte degli Enti preposti, a cominciare dall'INPS e di connivenze politiche e istituzionali e talvolta anche di sedicenti sindacalisti troppo pragmatici nella loro indifferenza. Condanniamo, con fermezza, gli episodi di violenza sui quali pesa l'assenza dello Stato e l'incertezza della pena, che non può essere solo amministrativa, per chi delinque. E' nel Mondo dei commercianti che acquistano i prodotti agricoli sulla pianta che bisogna indagare. In questi ambienti di imprenditori fantasma maturano i peggiori fenomeni di sfruttamento e di umiliazione della persona umana, estranei alla più nobile tradizione contadina italiana. Facciamo appello a tutte le parti imprenditoriali, alle istituzioni e ai Governi nazionale e regionali per il ripristino della legalità e per l'adozione di concrete politiche dell'accoglienza tra le quali primariamente un civile, urgente progetto per la casa a chi ne ha bisogno e diritto reale.
“Siamo pronti – sottolinea Cianfoni – a dare il nostro contributo anche favorendo a livello territoriale una contrattazione partecipativa e solidale con imprenditori onesti che abbiano a cuore l'impresa e rispettino il lavoro.
“La Fai - conclude Cianfoni - esprime il proprio rammarico che per il fatto di questi drammatici eventi si parla solo sotto l'emozione. Tra qualche giorno il Paese girerà pagina come sempre dimenticando che il dramma di centinaia di migliaia di braccianti è il sigillo di un Paese in cui lo Stato, le Istituzioni, le Leggi e la Magistratura troppo spesso "fanno finta", "ammiccano", "fanno la faccia feroce" mentre ciascuno elude il proprio dovere. Il lavoro è una grande risorsa per un Paese che tale voglia considerarlo non solo a parole. Il lavoro degli immigrati è indispensabile all’economia italiana ed in particolare al settore agroalimentare, ma la sua funzionalità allo sviluppo presuppone imprese vere e imprenditori responsabili o per etica personale o per virtù indotta dalle Leggi."
12 / 01 / 2010
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