Cattolica, all’avanguardia nella strategia terapeutica CAMPOBASSO – Il centro della Cattolica di Campobasso si candida tra i migliori presidi per ciò che concerne la medicina d’avanguardia. Presso il polo medico di contrada Tappino, infatti, tra il mese di maggio e il mese di giugno sono stati effettuati tre interventi chirurgici combinati, tipologia operatoria di cui si ha notizia in Italia solo di altri 20 casi simili. L’antefatto. Tre pazienti oncologici si sono rivolti al centro di Campobasso dopo che era stato diagnosticato loro rispettivamente, due cancri al polmone e un tumore allo stomaco. I chirurghi oncologici prima di effettuare l’intervento, come da prassi, hanno prescritto una serie di esami cardiologici. Esami che hanno messo in luce in tutti e tre i pazienti una stenosi coronarica grave con un annesso rischio altissimo di infarto. “La prassi clinica prevede solitamente di effettuare subito l’intervento al cuore –ha dichiarato il professor Savino direttore del Centro di Campobasso- e dopo alcuni mesi operare il tumore. Il problema è che durante l’intervento cardochirurgico le difese immunitarie si indeboliscono e il tumore diventa più aggressivo, quindi il rischio di insuccesso è molto alto. Alcuni medici sconsigliano di operare –ha rimarcato Savino-, sottoponendo il paziente solo a radioterapia per rallentare il decorso della malattia. Ci si è trovati in un vicolo cieco”. La risposta del centro di contrada Tappino, però, è stata immediata. “La Cattolica mete in sinergia le varie strutture e appena il paziente entra nel nostro presidio viene sottoposto a tute le cure del caso. Il centro di Campobasso –ha rimarcato Carlo Di Falco direttore sanitario del centro di Campobasso- è strutturato per essere un presidio integrato per la cura delle malattie tumorali e cardiovascolari e ciò permette di curare insieme queste patologie come in questo caso può salvare la vita”. Il risultato del lavoro di equipe ha visto i pazienti in questione essere sottoposti a un delicatissimo intervento chirurgico combinato dapprima al cuore. L’equipe diretta dal professore Alessandrini ha praticato il by pass coronarico con ottimi risultati e, nello stesso intervento, i chirurghi oncologici diretti dal professor Luigi Sofo hanno asportato radicalmente il tumore. Pochi centri in Italia praticano questo tipo di intervento combinato estremamente delicato, solo rari professionisti sono adeguatamente preparati per affrontarlo e sono davvero minime le strutture dotate delle tecnologie adeguate. Tutto ciò non fa niente altro che aumentare il prestigio dei medici, dei paramedici e dell’intera struttura della Cattolica. Di tali casi non si hanno dati utili nel nostro Paese ma dai tre casi della Cattolica sono emersi elementi molto importanti. Almeno il 10% dei pazienti oncologici soffre di problemi cardiovascolari. Da una indagine più approfondita, che comunque necessita di ulteriori ricerche ed analisi, si è trovato un collegamento tra il tumore e i problemi cardiaci. Sembrerebbe che ambedue le cellule, tumorali e cardiache, abbiano dei fattori in comune. Solo la ricerca, in un futuro non troppo remoto, potrà chiarire questo ulteriore dilemma.
21 / 07 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
Scrivi
la tua opinione su questo
articolo,
le tue opinioni saranno
pubblicate nello spazio
Forum
|
Voci correlate
|
|
| |
Box News


Inserisci
un annuncio
Stai
cercando
un prodotto,
un servizio
o una
richiesta
di preventivo?
Da oggi
puoi utilizzare
Best Buyer,
un servizio
gratuito
di richiesta
preventivi
online
organizzato
dal nostro
network.
Preventivi
online
|
|
|
|
|