CASACALENDA – “L’ultima cosa che ho visto di Pola è stato il campanile della Chiesa di Sant’Antonio. Poi nulla più”. Queste parole sono solamente un passaggio dell’interessante intervento che Agnelo Tomasello, esule d’Istria, ha prononciato questa mattina a Casacalenda davanti ai ragazzi della quinta elementare e delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo. Una bella lezione di storia, alternativa rispetto a quelle che vengono di solito tenute dai docenti e che ha trattato un argomento che per circa 60 anni è stato nascosto e sminuito dalla politica, dall’informazione e dagli storici: gli italiani vittime delle delle foibe e quelli che sono stati costretti all’esodo dalla loro terra natìa (la Dalmazia, Istria e Fiume) verso un’Italia a loro sconosciuta a causa della tirannia del regime comunista jugoslavo. La manifestazione, organizzata dall’Amministrazione comunale di Casacalenda con la collaborazione dell’Istituto Omnicomprensivo e il Comitato provinciale “10 Febbraio”, ha vissuto fasi emozionanti con la testimonianza di Angelo Tomasello. “Tra quelle persone che si imbarcavano sul Toscana (Tomasello parla ai ragazzi delle scuole casacalendesi che avevano appena visto un video dell’esodo, ndr) c’ero anch’io. A poco a poco abbiamo visto la nostra terra sparire. Io sono stato fortunato perché sono arrivato nel sud Italia, dove la gente ci ha accolto con le bande che suonavano l’inno di Mameli. E’ stata una bella emozione dopo le torture che abbiamo subito sotto la dittatura di Tito. Siamo stati sfrattati dalla nostra terra senza poter prendere neanche i nostri beni. E’ stata un tragedia politica, tenuta all’oscuro da qualcuno per moltissimi anni. Ma presto si sapranno molte altre cose sulle foibe e sull’esodo di 350 mila italiani”. La tirannia comunista non mollerà mai l’animo di Angelo Tomasello che aveva 17 anni quando è stato costretto a lasciare Pola. Una testimonianza toccante che ha fatto scatenare la curiosità dei ragazzi che hanno fatto numerose domanda a cui Angelo Tomasello non si è voluto sottrarre. Nonostante le numerose ferite aperte che l’esodo ha lasciato nel sul cuore. Ad accogliere Angelo Tomasello nel Centro della Comunità in via De Gasperi a Casacalenda ci sono stati il sindaco Marco Gagliardi, l’assessore Marco Masciantonio, il dirigente scolastico Antonio Vesce e il rappresentante del Comitato provinciale “10 Febbraio” Giuseppe Giglio. Gli organizzatori hanno anche allestito una mostra fotografica che verrà trasferita nella sala consiliare del comune che ripercorre la stroia delle foibe e dell’esodo. Quella vissuta al Centro della Comunità è stata una giornata per tenere vivo un ricordo messo da parte per troppo tempo. Il silenzio è quello che ha fatto più male alle migliaia di vittime (che ancora oggi non possono essere quantificate con esattezza) e ai 350 mila esuli.
12 / 02 / 2010
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